mercoledì 15 giugno 2011

Google Panda Update

In questo blog abbiamo parlato di Pagerank, Thrustrank, non potevamo non parlare delle ultime novità di questi mesi: Google Panda Update.

Update. Aggiornamento. Cos'è stato aggiornato? Sono stati aggiornati più volte gli algoritmi, i criteri euristici e i pesi di valutazione delle pagine dei Siti Web. Obiettivo dichiarato è quello di rendere il ranking (cioè la classificazione delle pagine) più attendibile, meno manipolabile da tecnicismi e magie varie degli esperti. 

Se avete letto i miei precedenti articoli, specialmente quelli che spiegano PageRank vi sarete resi conto che molti dei criteri di ranking dei contenuti paradossalmente non hanno nulla a che fare con i contenuti. L'importanza dei contenuti è andata scemando fino al 2008. Poi si è mano a mano ripresa ed il trend continua stabile oggi. Noi l'avevamo già più volte spiegato negli articoli relativi all'importanza dei contenuti. L'aggiornamento Panda rovescia quindi le vecchie tendenze "tecnicistiche" è premia molto la qualità dei contenuti. 

In pratica l'aggiornamento Panda premia le seguenti caratteristiche fondamentali:
  • Qualità dei contenuti
  • Usabilità - layout
  • Penalizzazione delle forzature di SEO
  • Fattori chiave di Analytics
  • Fattori social
Qualità dei contenuti
Cos'è un contenuto di qualità? Come si definisce? Google lo spiega in vari modi che tendono però ad essere un pò ovvi: il contenuto è di qualità se leggibile, chiaro, univoco, originale, facilmente fruibile, importante per le sue conseguente (cioè ad alto contenuto informativo), comprensibile, breve.... In casi particolari Google adesso affianca alle valutazioni algoritmiche persone in carne ed ossa! In questo settore pesano decisamente questioni di copywriting e di contenuto informativo.

Usabilità - layout
Il sito deve essere fruibile: veloce, semplice, organizzato in modo chiaro e non deve essere zeppo di pubblicità. Un criterio di "colpo d'occhio" potrebbe anche essere utilizzato: aprendo il sito a 1024x768 a schermo intero senza toolbars che interferiscano vedo tutte le informazioni chiave? Perchè se aprendolo in quel modo vedessi solo pubblicità (o comunque più del 50% di pubblicità rispetto ai contenuti) verrei penalizzato. Quindi, riepilogando, layout semplici, chiari e veloci senza troppo spazio all'advertising.

Penalizzazione delle forzature di SEO
Tutte le tecniche si SEO brutale verranno pesantemente penalizzate. (FOSSE VERO!!!). Backlinks acquistati, eccessiva presenza di parole chiave, contenuti fasulli hanno portato/porteranno a penalizzazioni gravi. I professionisti seri ringrazieranno perchè tutte queste forzature stavano portando sempre di più risultati spazzatura nelle ricerche e consolidavano la posizione di alcuni big che non meritavano di stare lì.

Fattori chiave di Analytics
Gli stessi fattori chiave rilevati da Google Analytics verranno utilizzati per valutare la qualità dei contenuti. Ad esempio: tempo medio passato dal visitatore su una pagina, frequenza di rimbalzo (un rimbalzo è quando qualcuno visita una sola pagina), percentuale di visitatori che tornano ecc... Non è dato sapere quali sono i fattori. Ma tutto ciò ha senso: i dati analytics ci dicono se e quanto le persone sono interessate ai contenuti e quindi forniscono un ranking naturale.

Fattori social
I fattori social genuini (mi piace di Facebook genuini), Google Plus One (vedi mio altro articolo), connessioni dai grandi social network peseranno in modo adeguato nel determinare la qualità e l'importanza del contenuto.

Nel prossimo articolo una tendenza/previsione sulla strategia futura dei motori di ricerca nata da alcune riflessioni che ho fatto e dai risvolti di Open Graph (Facebook) ed equivalenti (tasti "Mi Piace" e Google Plus One (+1)).

A presto!







lunedì 13 giugno 2011

Google, Pagine Gialle, Register e Poste Italiane insieme per aiutare tutte le imprese italiane, tranne le web agency

Oggi voglio riproporvi un articolo di Simona Venafro riguardo ad un accordo Google, Pagine Gialle, Aruba e Poste Italiane per offrire alle aziende siti web low cost "pacchettizzati" con tanto di campagna pubblicitaria inclusa.

Simona lo vede come uno "sgarro" alle Web Agencies. Io personalmente vedo questo come l'ennesima trappola per le aziende che ripongono speranze in qualcosa che non funzionerà, non perchè low cost, ma perchè privo totalmente di valore aggiunto. Il marketing non è pacchettizzabile (a meno che, ovviamente, non si apre un franchise). Che paghino tanto o poco questo modello non funzionerà e non porterà i risultati richiesti ai clienti.

Buona lettura e grazie Simona per il tuo articolo.

sabato 11 giugno 2011

Mi piace e Plus One (+1)

Facebook pulsante "Mi Piace" e Google pulsante "Plus 1".
I pulsanti di condivisione dei contenuti sui social network sono oramai dappertutto.
Quello che molti non tecnici non hanno capito è che questi pulsanti non 
sono più semplici pulsanti di condivisione ma veri e propri modelli di business.

Fino all'anno scorso premere il pulsante "Mi piace" significava essenzialmente condividere socialmente il proprio apprezzamento.
Siccome ognuno di questi apprezzamenti genera anche un link, traffico, visibilità e popolarità gli operatori di SEO ne hanno immediatamente approfittato per promuovere il ranking dei siti. 

La situazione si è evoluta in modo inaspettato: ci si è resi conto in breve tempo che i navigatori tendono a seguire i links "Mi piace" e dare attenzione ai contenuti che "piaciono" (nel senso che hanno ricevuto tanti clicks "Mi Piace") più dei risultati organici naturali dei motori di ricerca.


Questo ha creato immediatamente un nuovo modello di business basato sull'interconnessione dei contenuti tramite il tasto "Mi piace". Al contrario di quello che si crede non è un modello di business completamente nuovo. Anzi. E' la versione digitale del "Word of Mouth" cioè del "Passaparola".

C'era ancora un problema da risolvere per fare esplodere il modello di business: il tasto "Mi piace" era confinato dentro a Facebook: per premerlo bisognava essere in Facebook e per capire quali contenuti "piaciono" al tuo network di amici idem. La soluzione viene annunciata formalmente ad inizio 2010: "Open Graph".

Con Open Graph Facebook intende non solamente collegare persone all'interno di Facebook ma collegare persone attraverso il Web tramite i contenuti ai quali queste persone sono interessate.


Questo è a tutti gli effetti un nuovo modello di business che intende allo stato attuale integrare il modello di business basato sulla ricerca organica sui motori di ricerca ma mire in effetti a diventare il prossimo modello ufficiale di ranking e navigazione.

Non tardano naturalmente le risposte dei concorrenti: ad esempio Google annuncia "+1" (Plus One).

Quello che conta capire qui, dal punto di vista del Web Marketing, è che l'uso di questi pulsanti su tutti i vostri contenuti non è più un optional. Verificate quindi che i vostri siti li abbiano, che siano funzionanti ed utilizzabili.  Questi non sono pulsanti di moda. Questi sono strumenti che portano le dinamiche del passaparola online. I vostri amici ed i navigatori in generale premendo questi pulsanti sui vostri contenuti stanno dicendo ai loro amici che quello che pubblicate è interessante.  Questo costituisce un valore aggiunto enorme in quanto le persone, quando devono selezionare un contenuto tendono a selezionare un contenuto molto apprezzato da altri o comunque apprezzato da qualcuno che a loro volta apprezzano (scusate il gioco di parole).

A presto!

martedì 7 giugno 2011

Il modello di business del Web

Fare affari sul Web è un pò il desiderio di tutti. Per alcuni è addirittura il solo modello di business possibile.
Capire il modello di business aiuta a decidere se questo modello è adeguato per sè stessi o meno.

Cos'è che conta sul Web? Il Traffico e gli utenti "fedeli". Null'altro nel modello attuale che a mia sensazione non durerà a lungo e non è comunque adatto alle piccole realtà. 

Sul Web non importa quanto fatturi, quanto sono i tuoi margini, quale prodotto o servizio vendi.  Sul Web conta quante visite hai sul sito, quanti hanno premuto il pulsante "Mi piace" relativo ad un tuo prodotto o servizio o video.
Ho di recente letto uno studio sul modello di business relativo al tasto "Mi piace" di Facebook. Modello di business, capite?

Fate attenzione però perchè questo modello in genere non è sostenibile dalle piccole aziende. Chi viene da me vuole una sola cosa: aumentare il fatturato e gli utili. Questo non è il modello di business predominante sul Web. Perchè? Ci sono vari motivi molti dei quali derivano dalla storia del business sul Web.

  1. E' un modello di business derivanti dagli USA paese in anche il calzolaio (ma esiste ancora là?) fà pubblicità nelle inserzioni della Domenica.
  2. Tutte queste tecnologie e mode derivano da ragazzi che non avevano il fatturato in mente quando le hanno pensate.
  3. Negli USA investitori e banche tengono volentieri a galla un azienda in perdita posto che la sua quota di mercato stia crescendo. La quota di mercato è l'asset principale che viene remunerato. Non si compra l'azienda, si comprano le quote di mercato.
Facciamo attenzione però perchè da noi, nel tessuto commerciale delle nostre piccole aziende tutto questo non si verifica!

Questa volta la mia intenzione non è di dare una soluzione bensì di lanciare una discussione sul quale sia il modello alternativo più adatto a noi (Italiani, intendo) che concepiamo il web come canale pubblicitario concreto dal quale ci aspettiamo lead e clienti nell'immediato.

A presto!

lunedì 6 giugno 2011

Come perdere Clienti con Groupon

Oggi mi hanno raccontato una storia che merita di essere riportata. S'intitola:

Come perdere clienti con Groupon

Qualcuno ricorda il mio precedente articolo relativo a Groupon? Le considerazioni fatte allora si stanno dimostrando corrette. Lo scenario è di nuovo un centro estetico (non quello dell'altra volta). Questi stipulano un contratto con Groupon per espandere il giro dei clienti (senza leggere prima il mio articolo :-).

Una loro cliente importante viene a saperlo e chiede alla direzione del centro se può avere lo stesso trattamento.
Ovviamente questi non possono che declinare perché l'offerta Groupon è in perdita e serve solamente per acquisire clienti (che poi non si riescono a ritenere - vedi altro articolo).

Risultato: la cliente sparisce e non torna più!

Meditate gente, meditate!

venerdì 3 giugno 2011

AdWords: Il Problem Solver

Se i risultati sono deludenti e dalla campagna pubblicitaria non arriva il business atteso su cosa bisogna intervenire? Parole chiave, annunci o landing page?

Sembra una domanda banale ma vedo quotidianamente persone cambiare in modo frenetico tutti questi parametri senza una comprensione di quello che sta realmente accadendo. Ci sono indicatori chiari che possono far capire dove si trova il problema. In questo articolo ne vediamo alcuni.


Numero basso di impressioni, gli annunci non si vedono o si vedono poco.

Verificare il fumetto vicino alle parole chiave che indica eventuali problemi ed il punteggio di qualità. Il punteggio di qualità è basso? Bisogna allora verificare che parole chiave siamo pertinenti con i relativi annunci e con il contenuto della pagina di destinazione. Se avete fatto un mescolone di parole chiave riorganizzatele in gruppi di annunci distinti. Un gruppo di annunci per ogni pagina di destinazione del sito che intendete pubblicizzare. Verificate il CPC max. Vi consente di arrivare in posizioni interessanti quali la prima pagina? Valutate se è il caso di alzarlo.

Tante impressioni ma CTR scadente

Il gruppo di annunci è omogeneo? Verificate le query di ricerca (si può fare anche dalla funzione "termini di ricerca") effettuate dai navigatori. Escludete le parole chiave non pertinenti. Aggiungete parole chiave negative per rimuovere alla fonte traffico non qualificato, non interessato al vostro prodotto.
L'annuncio è chiaro? L'offerta è chiara? E' presente un invito all'azione evidente? Vi distinguete dalla concorrenza visualizzando prezzi e offerte speciali?

Poche conversioni sul sito web


Bisogna isolare il problema: o la pagina di destinazione (landing page) non è adeguata oppure il traffico proveniente dall'annuncio non è qualificato. In quest'ultimo caso bisogna trattare il problema come se ci si trovasse in una situazione di CTR scadente. Nel primo caso bisogna fermarsi ed analizzare la landing page. E' pertinente con l'annuncio? visualizza esattamente le cose promesse nell'annuncio. Esiste anche qui un invito all'azione chiaro? E' credibile? Offre garanzie di sicurezza e di riservatezza? Risponde alle domande degli utenti? Guardate i dati di Google Analytics (l'avete installato, vero?). Usate la funzione dell'analisi dati in-page. Dove cliccano i vostri visitatori? Quanto stanno sulla pagina? Un tempo sufficiente per leggere il testo? Dove cliccano?

Alto costo della campagna pubblicitaria

Il costo è troppo alto? Lavorate sull'indice di qualità invece che alzare il CPC. Come si fà ad avere un indice di qualità superiore?

  1. Selezionare parole chiave con un traffico sufficiente
  2. Raggruppatele in gruppi di 5-10 estremamente coerenti
  3. Create annunci totalmente pertinenti alle parole chiave e ripetete la parola chiave nell'annuncio
  4. Selezionate una landing page (URL di destinazione) che rispecchi totalmente parola chiave e annuncio
Dovete essere ambiziosi: qualità 7+
Il costo della campagna scenderà in modo significativo. Ricordatevi che il ranking dell'annuncio è calcolato come CPC max X fattore qualità. 

Inoltre rimando ai punti precedenti, cioè, qualificate il vostro visitatore:
  1. Visualizzate gli annunci solo nelle zone che servono (geolocalizzate)
  2. Visualizzateli solo nelle ore opportune
  3. Guardate i termini di ricerca effettivamente usati e inserite parole chiave negative
  4. Usate il sistema di corrispondenza più appropriato (generica, a frase, esatta)
Questi sono i problemi più frequenti.

Ragionate sempre in termini di un negozio fisico. Non dovete volere tanta gente che entra e nessuno che compra. AdWords è la vostra vetrina. Se la vetrina è ben fatta entra molta più gente che ha le intenzioni giuste. Quando entra arriva non in negozio bensì sul sito. Sul sito dovete coccolarli, rispondere ad ogni loro domanda, stuzzicarli ed invitarli a fare quello che desiderate.

Ragionate in questi termini e tutto vi sembrerà più chiaro.

Ovviamente esiste anche la possibilità di rivolgersi ad un esperto ;-)

A presto!