venerdì 4 maggio 2012

Bella sì, ma non troppo!

Chi ha più successo in una festa? La più bella? No. Forse la più bella si trova ad essere la più guardata. Anche furtivamente. Ma non è la donna che riceve più avances.

Nel business è esattamente uguale: un sito web "troppo bello", un immagine aziendale troppo raffinata possono essere controproducenti. A meno che, si intende, non sia proprio quello di cui vi occupate. Se vendete Channel non c'è discorso: andate sul raffinato.

Altro esempio. State per entrare in un ristorante. Da fuori il look è ok. Aspettativa di buona qualità. Sulla porta 1000 adesivi di American Express, Guide Michelin, Platinum Awards, etc etc.

Cosa pensate?
2 cose tipicamente:

1) Qui mi "spennano"
2) Forse non sono vestito in modo adeguato

Morale: attenzione al look. Un look troppo raffinato, un taglio troppo spinto, un testimonial troppo "bello" può essere completamente controproducente.


Voi non volete essere i più guardati: volete essere i più "acquistati"

quelli cioè che ricevono un maggior numero di avances.

Ogni vendita si fa se il compratore si sente in linea con il venditore, se il compratore si sente in grado di permettersi il prodotto offerto. Se alzate troppo la vostra immagine perderete acquirenti al posto che acquisirne. E questo è proprio quello che non volete che avvenga.

Quali sono gli errori tipici?


  • Grafica troppo raffinata
  • Referenze di clienti troppo "grandi"
  • Linguaggio troppo ricercato
  • Simbologia riferita ad oggetti troppo ricercati
  • Espressioni settoriali incomprensibili
  • Troppe barriere nell'ottenere informazioni a parte del potenziale acquirente
Quindi, mi raccomando! Allineate il taglio della comunicazione al target. Non ripetete in modo ossessivo che avete lavorato per Pirelli, Fiat e Telecom (a meno che questo non sia proprio il vostro target), altrimenti spaventerete i "piccoli" che non oseranno chiedervi preventivi.


domenica 4 marzo 2012

Immobili virtuali PAC: bene solo per chi li gestisce

Immobili virtuali, PAC: una strategia di Web Marketing in rapido sviluppo.
Un'alternativa alla LEAD GENERATION fatta in casa.
Cerchiamo di capire perché è estremamente negativa per il cliente finale.

Apparentemente gli "immobili virtuali" sono del tutto innocui.
Si presenta a voi una qualche agenzia di Web Marketing, magari certificata Google,
e vi dice più o meno quanto segue:

"Noi vi prepariamo una landing-page a nostre spese. Vi facciamo la pubblicità. Conosciamo il settore. Voi non pagate nulla se non un piccolo affitto mensile. Noi raccogliamo i "lead" (i contatti) per voi e poi ve li cediamo per una cifra da concordare. Non avrete altre spese. Pagate solamente il contatto".

Questa più o meno la proposta. A prima vista del tutto innocua e molto conveniente.
Dove sta allora l'inghippo?

Non è così semplice capirlo, bisogna guardare il sistema nel suo complesso.

1) La landing page che questi signori mettono online e che usano per raccogliere i contatti è ovviamente generica, non legata al vostro brand. Altrimenti non potrebbero raccogliere contatti a sufficienza e rivenderli alle aziende del settore. Quindi voi non esistete, il vostro brand non esiste.

2) La proprietà della landing page è loro. Se funziona se la tengono e vendono i contatti (lead) sempre più cari. E se non siete d'accordo e non accettate le condizioni vendono il contatto alla concorrenza e/o "affittano" la landing page a qualcun altro (per quello la chiamano "immobile virtuale", perchè genera una rendita fissa mensile - A LORO -)

3) Concentrando gli sforzi di tutti su questa landing page, verosimilmente la posizionano ottimamente (a spese dei clienti ignari). Conquistano una posizione di privilegio sul mercato e poi raccogliendo i lead per tutto il settore dettano legge e rendono difficile per l'azienda che magari fino al giorno prima li ha sovvenzionati conquistare un posizionamento analogo.

4) Il posizionamento è loro non vostro: se smettete di comprare i lead o di pagare l'affitto, sarete "sfrattatati" e non esisterete più.

5) Non c'è codice etico. Il contenuto della landing-page lo decide il gestore. Il modo in cui viene trattato il cliente lo decidono loro. Non è detto che il gestore condivida e rispetti il vostro codice etico. Il cliente si rapporta con loro non con voi.

6) Non avete controllo sulla linea comunicativa. La comunicazione è costruita dal gestore in modo da ottenere il massimo numero di lead possibile. Anche lanciando messaggi poco chiari o imprecisi. Loro devono raccogliere lead e venderli. Punto. Il vostro investimento non va a costruire una linea comunicativa durevole nel tempo.

7) La qualità dei lead è spesso povera o inadeguata. Non avete controllo sul lead. Prima lo pagate poi lo ricevete. Spesso sono richieste generiche o scarti di altri clienti. Spesso anche sono contatti che hanno letto un testo generico sulla landing-page, testo che non descrive esattamente quello che fate voi.

8) A volte l'intero processo è anche illegale in quanto il cliente che lascia i suoi dati non acconsente di cederli a terzi (voi) e quindi il lead che comprate è illegale.

Gli immobili virtuali sono pensati per generare reddito fisso a chi li gestisce. Se voi leggete i siti dicono proprio questo: "come generare un reddito fisso da rendita equivalente a quello di un immobile".

Pertanto, per noi clienti finali il risultato è scontato: qualità scadente e delusione.
Fate attenzione prima di firmare uno di questi contratti. Quello che vi serve è visibilità e credibilità. Con gli immobili virtuali non avrete ne una ne l'altra.

Dario Castagna

domenica 26 febbraio 2012

BNI arriva nel Canavese


COMUNICATO STAMPA

Agliè (TO), Domenica 26 Febbraio 2012

Business alla Newyorkese nel Canavese
BNI, la maggiore organizzazione al mondo di referral marketing arriva nel Canavese.

BNI (Business Network International) è oggi la sola organizzazione al mondo specializzata nel “marketing del passaparola”. Gli imprenditori iscritti a BNI vincono la crisi e continuano a crescere.

I numeri sono impressionanti:

  • 25 anni
  • 140.000 membri
  • 40 paesi del mondo
  • 5 continenti
  • 98% delle imprese trovano nuove opportunità di sviluppo grazie al passaparola
  • solamente il 3% sa come fare (cioè ha una strategia per ottenere referenze).
  • Miliardi di euro scambiati nel 2011

Per imprenditori e professionisti BNI significa: più affari, nessun concorrente, possedere una rete di vendita ed avere una grande visibilità.

Finalmente BNI arriva nel Canavese. Un primo incontro informativo di presentazione del capitolo Manhattan si terrà all'Hotel Santa Fé (Telecittà) il 6 Marzo 2012 dalle 7:30 del mattino fino alle 9:00 (orari standard degli incontri BNI in tutto il mondo, da New York a Madrid a Milano).

Sono invitati imprenditori, professionisti e giornalisti del Canavese. L'incontro comprende una colazione di lavoro per la quale è previsto un costo di partecipazione di 8 Euro.

Per ulteriori informazioni:
ing. Dario Castagna 339-8824279

martedì 7 febbraio 2012

Web Marketing perturbato da Google Plus

L'influenza dei dati raccolti dai socia network sulle ricerche organiche.

Le ricerche Google sono perturbate dai dati relativi alle vostre cerchie e agli apprezzamenti +1 che avete lasciato.

Cosa significa?
Significa che i risultati di ricerca non sono più uguali per tutti.
Google tenderà a portare in prima pagina (tipicamente alla fine della prima pagina) risultati che in prima pagina non sono in senso generico ma che sono stati marcati +1 da te o da qualcuno delle tue cerchie.

Ecco un esempio in una foto:


Il risultato che vedete sulla prima pagina di una mia ricerca è lì perché una persona relativa alle mie cerchie ha condiviso quest'informazione: Google lo dice: "Condiviso da..."

Per il Web Marketing questo comportamento ha una rilevanza enorme.  

Innanzi tutto, quando si verifica un posizionamento bisogna essere sicuri di essere "neutri" cioè non riconosciuti da Google. Dovrebbe essere sufficiente non essere "loggati". Io avvio una sessione in "incognito" di Google Chrome (tasti CTRL+SHIFT+N) così sono certo di partire da una situazione neutra.



Lo "007" in alto a sinistra indica appunto che si sta lavorando in incognito. Ovviamente non bisogna poi identificarsi inserendo le credenziali!

Detto questo però, rimane un dubbio molto pesante sul futuro del Web Marketing. Se questo comportamento venisse spinto in modo aggressivo nel prossimo futuro tutte le tecniche tradizionali di posizionamento perderebbero rilevanza a favore delle informazioni provenienti dalle reti dei social network.

Questo ci fa porre un interrogativo profondo: vi pare ragionevole l'assioma alla base delle ricerche impregnate di social networking che asserisce:

"Quello che interessa i miei amici/conoscenti deve interessare anche me"?

Lascio a voi le risposte a questo interrogativo.

Stiamo in guardia perché come dico da quando ho pubblicato il primo articolo su questo argomento, Web Marketing: Mi Piace e Plus One, già molte cose si sono mosse. E tutte nella direzione prevista.

Dario Castagna - Web Marketing




giovedì 2 febbraio 2012

Il potere politico dei motori di ricerca

La visibilità sui motori di ricerca è un fattore predominante per il Web Marketing, anche se calante rispetto al fenomeno social.

Comparire su un motore di ricerca o non comparire fa la differenza per un business. Per questo esistono le agenzie di S.E.O. e sempre per questo ci sono in giro gli esperti.

Qual'è il problema allora? Il problema sta nel fatto che i criteri di ranking (ordinamento) delle pagine, cioè dei contenuti del web non sono pubblici e sono tutt'altro che neutri.

Il motori di ricerca "vende" il suo prodotto: ossia ricerche pertinenti. Quello che conta, cioè è che l'utente trovi quello che sta cercando. Fin qui tutto bene. Osservando i volumi di ricerca però ci si rende conto che il traffico non è uniformemente distribuito. Ci sono degli enormi picchi di traffico intorno a parole chiave particolari. Questi picchi sono abbastanza stabili  e seguono le mode epocali. Dopodiché ci sono i picchi legati agli avvenimenti del momento (come, per esempio, l'affondamento della Costa Concordia o l'uscita nel nuovo iPad).

Quello che avviene è che i contenuti che contengono parole chiave legati a questi argomenti "interessanti" (per i motori di ricerca) vengono premiati a dismisura. Ho fatto io stesso un esperimento interessante. Ho pubblicato a Gennaio, in questo blog, un paio di articoli relativi alla Costa Concordia. Uno più banale ed uno relativo alla telemetria:

  •  l'immagine è originale, l'ho procurata io
  •  il tempismo è  perfetto
  •  la parola "telemetria" mi inserisce sulla "long tail" cioè sulla coda di un argomento interessante.

Risultato? Uno sproposito di visite. Per intenderci, in pochi giorni l'articolo sulla telemetria della Concordia ha superato gli articoli "forti" di questo blog.

Sì ma di visite che non c'entrano nulla con i temi da me trattati. Qual'è il punto? Semplice. Come si sa già bene nel mondo televisivo il contenuto è principe ma l'audience ancora di più. Questo modello porta i blogger, ed i titolari di siti web ad adattare i contenuti ai gusti del grande pubblico, della massa critica in modo da guadagnarne in visibilità. Cioè se voglio essere visto devo parlare di argomenti di cui tutti parlano.
E questo ripropone una volta di più le problematiche già conosciute: il contenuto di nicchia e di qualità è destinato all'oblio in quanto non riesce ad ottenere la giusta visibilità.

Questo non era il modello originale del web. Ed il fenomeno social non farà che amplificare queste distorsioni.
Per quanto riguarda il nostro lavoro come esperti di web marketing al momento non rimane che rassegnarsi e consigliare a tutti di creare contenuti con un occhio di riguardo al volume di traffico che interessano.

Una note "politica". Il potere dei motori di ricerca è sconfinato. Con il loro ranking di fatto decidono loro chi deve guadagnare e chi no. E centinaia di migliaia di persone passano le loro giornate a cercare di capire come posizionarsi li in alto, come guadagnare visibilità.

Quindi occhio al contenuto: se parlate di temi o prodotti di nicchia utilizzate comunque frasi e parole chiave relative a prodotti di largo consumo: altrimenti sparite. Poi, il vostro essere di nicchia, vi aiuterà a distinguervi e a conquistare una posizione sulla long tail, la coda lunga dei grandi temi cercati sui motori di ricerca.

L'articolo sulla Costa Concordia insegna!

Dario Castagna


Google Maps gratuito? Il tribunale francese multa Google per 500.000 Euro!

Google Francia multata da un tribunale francese per 500.000 Euro in quanto le mappe sono visibili gratuitamente!

"Abuso di posizione dominante".
E gli interessi del consumatore dove stanno?
Perchè noi consumatori dovremmo sentirci danneggiati se ci vengono offerti servizi di ottima qualità gratuitamente?

Così non va proprio. Ma d'altra parte parliamo dello stesso paese che ha messo una tassa su CD e DVD verigini a favore delle case discografiche!